Una sperimentazione senza animali è davvero possibile?



 Tutte le valide alternative alla sperimentazione su animali che ancora non vengono utilizzate in Italia

ricerca senza animaliDa giorni in tv è possibile vedere lo spot pubblicitario ideato per la lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente per la raccolta fondi a favore della difesa degli animali sia dallo sfruttamento per fini economici ( circo, pellicce etc) che per quelli sperimentali. Proprio quest’ultimo punto crea un acceso dibattito tra animalisti e scienza!

Quest’ultima reputa, infatti, indispensabile e insostituibile la sperimentazione sugli animali. Ma è veramente così? Oppure le alternative esistono ma non vogliono essere applicate? Questo articolo nasce proprio con lo scopo di far luce su questo complicatissimo dilemma, fornendo diverse informazioni sulle già presenti alternative alla sperimentazione animale.

Partiamo col dire che se gli animalisti si battono contro la sperimentazione sugli animali non è solo per la ferma convinzione che anche questi ultimi hanno il sacrosanto diritto alla vita, ma anche perché l’animale non è l’uomo e viceversa! Un medicinale sperimentato su di un topo non è detto che può avere lo stesso effetto sull’uomo. Quindi, la sperimentazione sugli animali sarebbe solo uno spreco di vite e di tempo.

A tale proposito, si dovrebbe preferire la sperimentazione in vitro, praticata in Germania presso la School of chemical biology dallo specialista Marcel Leist, il quale dice che oltre ad essere funzionale è anche molto più economica rispetto a quella animale. Questa in vitro è solo una delle tante alternative a quella sugli animali utilizzata anche nel campo della cosmesi e sostituita da un lembo di pelle umana creato interamente in laboratorio, come pure la creazione di polmoni e altri tessuti umani per ricercare le cause di melanomi e vari tipi di allergie.

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La più recente e ai limiti del fantascientifico è l’alternativa proposta dall’agenzia americana Epa, che si prefigge il compito di creare un embrione virtuale per mezzo dell’introduzione di cellule umane in un computer, affiancata dalla strabiliante creazione di un fegato virtuale per lo studio di malattie rare epatiche, avvenuta in Germania.

Quindi, sperimentare senza animali è possibile, resta solo metterlo in pratica! E speriamo che in Italia avvenga al più presto, anche forse grazie alla raccolta citata all’inizio, a cui è possibile partecipare fino al 17 dicembre.

 

Video:

Vedi anche: Difende la sperimentazione sugli animali, insulti e auguri di morte su Facebook

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