Crollo Ventotene, indagati anche il sindaco Assenso e l’ex sindaco Biondo



Lo riferisce il quotidiano La Provincia, nell’edizione di oggi. Ecco il testo dell’articolo:
La Procura di Latina ha lanciato il suo affondo sull’isola di Ventotene. Dopo un mese dalla frana di Cala Rossano in cui sono morte due studentesse romane, e altri due loro compagni sono rimasti feriti, il Pubblico ministero (lo stesso Procuratore Aggiunto Nunzia D’Elia e il Sostituto Vincenzo Saveriano) ha iscritto una decina di persone nel registro degli indagati.Tra questi spiccano il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il dirigente comunale dell’isola, e Vito Biondo, il predecessore di Assenso nella carica di Sindaco. A loro si aggiungono un gruppo di alti dirigenti e tecnici della Regione Lazio che hanno avuto a che fare con il Piano di Assetto idrogeologico e varie attività di prevenzione in ambito ambientale. I reati sono facilmente intuibili: si va dal concorso nel duplice omicidio colposo di Sara Panuccio e Francesca Colonnello alle lesioni gravi dei due feriti, per rimanere nel novero di quelli più gravi. A ciò non ci sono conferme ufficiali, lo stesso sindaco Assenso si è trincerato dietro un rigoroso silenzio «per rispetto al lavoro della Magistratura». Però, questa fase dell’inchiesta è desumibile dagli «atti pubblici» adottati dalla Procura. Infatti, nella giornata di ieri a tutte queste persone e alle famiglie delle due vittime la Procura, tramite i carabinieri di Formia e Latina, ha notificato un avviso per la nomina di un proprio consulente di fiducia per presenziare a «un esame tecnico non ripetibile». Una possibilità, questa, che viene data in pratica solo agli indagati affinché possano esercitare pienamente il loro diritto di difesa. Altrettanto intuibile, nella sua sostanza, anche quale sia l’accertamento cui vuol procedere il Pubblico ministero. Di certo, il collegio dei tecnici dovrà recarsi un’altra volta sull’isola e fornire una spiegazione su ciò che ha provocato la frana e se questa era prevedibile, poi in caso affermativo se gli enti locali hanno provveduto alle azioni di salvaguardia di loro competenza. Tutto sommato, sono provvedimenti che tecnici e amministratori si aspettavano, e che invocavano i famigliari delle vittime che non hanno mai creduto alla fatalità. La vera sorpresa di questa prima parte dell’inchiesta della Procura è il coinvolgimento dell’ex sindaco Vito Biondo. Torna alla ribalta, in questo modo, un altro episodio franoso che nel dicembre 2004 aveva interessato proprio la zona di Cala Rossano. Poteva essere quello un segnale di una probabile e futura pericolosità dell’area di cui non si è tenuto conto? Un atroce interrogativo che si porranno soprattutto i genitori delle due ragazzine morte su una spiaggia al termine di un campo scuola proprio sulle tematiche ambientali.

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