Splinder vs WordPress: perchè fare il passaggio da Splinder a WordPress

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confronto tra spinder e wordpress

 

Dunque, alla fine mi sono deciso: sono passato da Splinder a WordPress. E invito tutti quelli che hanno il blog su Splinder a fare il grande passo.

Cerchiamo di fare un confronto oggettivo e capire perchè WordPress è migliore di Splinder (ma anche di Blogger, iobloggo, myblog, ecc. ecc.)

1. Feature fondamentali come la possibilità di creare una bozza (una versione ‘di prima mano’ dell’articolo, che non vogliamo subito pubblicare, ma vogliamo correggere in un secondo momento) oppure un’articolo con data futura (cioè articoli programmati, che scrivi oggi e decidi di pubblicare in una data a tuo piacere, per esempio tra 4 giorni),  sono opzioni a pagamento in Splinder Su WordPress è gratis .

2. Splinder ti ‘costringe’ a scrivere l’articolo su un file Word, o su Texpad, perchè altrimenti, se lo scrivi direttamente nell’editor di Splinder, corri il rischio di vederti cancellare l’articolo, se per esempio clicchi per sbaglio su un link che ti porta ad un’altra pagina, oppure si impalla il browser.  Non sapete quante volte ho bestemmiato per questo, perchè avevo scritto quasi tutto l’articolo direttamente online, e l’avevo perso. Su WordPress, invece, di tanto in tanto c’è il salvataggio automatico di ciò che scrivi, e quindi se il browser va in crash puoi recuperare l’articolo, e confrontare le diverse versioni (revisioni) dell’articolo e quindi recuperare il post. E se vuoi uscire dalla pagina, e ti sei dimenticato di salvare l’articolo, una finestrella in WordPress ti avvertirà e ti ricorderà di farlo.

3. Splinder ha pochissimi template, e peraltro semplici, brutti graficamente, vecchio stile. WordPress ne ha centinaia, e se poi aggiungiamo i siti che offrono template wordpress gratis, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

4. I template di Splinder sono sì facilmente editabili (è codice html con tag speciali, mentre WordPress è tutto php) però WordPress ha i widget, ovvero la possibilità di creare menu, e inserire opzioni tipo ‘ultimi articoli scritti’, ‘calendario archivio’ ‘tag cloud’, ecc. nella posizione che più ci pare, sulla sidebar (colonna laterale) senza mettere mano al codice. Quando si fa il passaggio da un template ad un altro, non si deve ricominciare daccapo in WordPress;  in Splinder sì, o quasi.

5. Se hai un blog Splinder, hai un blog di terze parti, su un dominio di terzo livello, cioè NOMEBLOG.splinder.com. Se hai un blog WordPress, hai un tuo blog al 100%, su un dominio tuo, personale. A meno che scegli di aprire un blog del tipo nomeblog.wordpress.com, gratis. Insomma, questa è proprio la distinzione tra wordpress.org e wordpress.com. Ma comunque, in ogni caso se si apre un blog su WordPress si avrà un prodotto migliore rispetto allo Splinder free.

6. Splinder, a causa del comportamento illecito di qualche utente, è stato bannato da Adsense. Sì, lo so, è grave. Non potrai mettere gli Adsense in nessun blog Splinder, nemmeno se paghi l’abbonamento PRO. Con WordPress, invece, su un tuo dominio personale, puoi fare quello che vuoi, se ti bannano è perchè le violazioni del regolamento di Adsense le fai tu, non altri.

7. La gestione dei feed di Splinder, diciamolo, fa cagare. Mi sono lamentato del passato che venivano pubblicati feed rss di articoli di cui avevo impostato la pubblicazione futura. Tradotto:  su Splinder scrivevo l’articolo, imposto la pubblicazione con data tra 7 giorni (esempio), invece i feed rss dell’articolo vengono pubblicati subito.  Ora il problema è stato risolto, ma non è che mi fida molto. Con WordPress, invece, si hanno i feed per l’intero blog, per i commenti, e anche per le singole categorie. Tutto un altro mondo.

8.  Splinder ha solo i tag, invece WordPress ha categorie, sottocategorie, e tag. Una gestione solo all’apparenza più complessa, che invece giova per la leggibilità del blog:  infatti con le categorie (poche) si individuano le tematiche principali del blog. Ogni Categoria ha il suo feed rss, indipendente dagli altri.
Con i tag (che sono numerosi, anche centinaia, nel mio caso), invece, si indicano le parole chiavi del singolo articolo. Con wordpress, poi, viene mostrato il tag cloud, funzione (widget) comodissima, che mostra i vari tag, ingranditi se molto utilizzati, e rimpiccioliti se poco utilizzati nel blog, in modo da far capire ai tuoi visitatori quali sono gli argomenti di cui hai più parlato. Su Splinder, invece, o elenchi tutti i tag, oppure devi creare un elenco tu,  a mano, oppure rivolgerti a servizi esterni che ti danno un widget del tag cloud.

9. Con Splinder lo spazio disponibile per caricare video e foto è pochissimo (appena 100 mega). Stesse considerazioni per la banda mensile a disposizione per vedere le gallery, appena 20 mega. Se si vuole qualcosa in più, si deve pagare. Dunque si è costretti ad usare servizi quali tinypic, megavideo, ecc, o un proprio dominio personale (come facevo io) per poter caricare filmati e immagini.. Invece con WordPress, questo non succede, perchè si acquista a parte l’utilizzo di un dominio (vedi punto 5): dunque tutto dipende dallo spazio che il provider di hosting (esempio aruba, netsons, godaddy, ecc. ecc.) vi mette a disposizione.

10. Con WordPress, se si desidera, si potrebbe creare un sito completo. In altre parole, con WordPress puoi creare articoli, ma anche pagine statiche, con un template anche diverso (per esempio senza colonne laterali) da quello dei classici articoli. Con Splinder, Blogger, Myblog, e gli altri siti per la gestione di blog, questo è impossibile.





11. Splinder non ha page rank. Se apri un blog su Splinder, sei condannato ad avere un sito la cui homepage non è nella cache di Google, e che non ha il famoso indice page rank. Non so a voi, ma questo ha profondi risvolti sull’umore di un blogger, soprattutto se è online da anni, come il sottoscritto, e di punto in bianco vede cancellato quel magico numeretto, appunto il page rank, che sintetizza (in parte) la popolarità del suo sito web. E’ pur vero che il page rank dei singoli articoli è rimasto indenne, ma sicuramente, a parte eccezioni, il page rank dell’homepage era più alto. Per esempio io avevo un page rank 4. E di punto in bianco, è scomparso. Non sta bene.

Su WordPress, (vedi punto 5) ciò non potrebbe mai accadere. E’ pur vero, però, che se  decidi di trasferire un blog da Splinder a WordPress, il page rank da cui parti è ovviamente zero. Vabbè, pazienza. Col tempo, e con la qualità dei contenuti e dei backlink, Google ti premierà col page rank.

12. L’editor di articoli di Splinder è più completo e ha più bottoni (ma c’è un plugin per metterlo anche su WordPress, pari pari) , ma sul codice html nulla da dire, è meglio WordPress. E non ti fa comparire nemmeno i <br> (codice html del salto ad una nuova riga), che appesantiscono il tutto. Inoltre nell’editor di WordPress compare il bottone ‘del’ e il bottone ‘ins’. ‘Ins’ serve quando si aggiorna con contenuto nuovo un vecchio articolo, così da informare i motori di ricerca che c’è un aggiornamento. ‘Del’ invece segnala un contenuto obsoleto, e che deve dunque essere ignorato dai lettori e dai motori di ricerca.  Lapalissiano aggiungere che tutto ciò è fantascienza per Splinder.

13. A volte Splinder va in manutenzione. Tradotto significa che se vuoi pubblicare un post, non lo puoi fare. Se vuoi vedere un blog, non lo puoi fare. Ti esce una schermata blu orrenda: ‘ci scusiamo per il disagio’. Su WordPress al massimo può andare il server del tuo provider di hosting (vedi punto 5) in down. Vabbè, vuol dire che hai un hosting che fa cagare, perchè ti sei rivolto ad un provider economico, ma non c’entra WordPress.

14. WordPress ha di default un motore di ricerca incredibilmente potente: se vuoi linkare un tuo vecchio articolo in un nuovo post che stai scrivendo, WordPress lo permette, senza uscire dall’editor del post. Il motore di ricerca di Splinder fa schifo, ha scarse funzionalità e per cercare un articolo su un blog si deve ricorrere a Google (la sintassi è: “parola chiave” site:nomeblog.splinder.com), quindi è scomodo. Impossibile mettere la barra di ricerca Google (con risultati sponsorizzati) su un blog Splinder, per i motivi già detti al punto 6.

15. Su Splinder non vieni a conoscenza dei nuovi commenti. Già, è così.  Se qualcuno ti scrive un nuovo commento, non c’è nessuno strumento che ti permette di saperlo in tempo reale, se sei online. Dovresti controllare manualmente nella pagina dell’elenco dei commenti http://www.splinder.com/myblog/edit/comments/ o una cosa del genere. Su WordPress, invece, ti appare immediatamente un avviso (il baloon tooltip simile a quello di facebook) che ti è arrivato un nuovo commento. E se vuoi ti inviano un’email per avvisarti.

16. Dietro WordPress c’è un intera comunità, internazionale, che si sforza di migliorare e rendere unica e sempre più sicura ed efficiente quella che è, al tempo attuale, la piattaforma di blogging più usata al mondo. Se hai problemi ci sono guide, forum, tutorial, che ti aiutano.  Su Splinder, senza minimizzare il lavoro del team di programmatori e informatici, c’è comunque una redazione, che in caso di problemi ti risponde sempre allo stesso modoCiao [nome utente], grazie della segnalazione. Abbiamo avvisato i tecnici che cercheranno di risolvere al più presto. Un saluto. La redazione“. Di fronte a questa superficialità e sufficienza nella risposta, perderebbe la pazienza anche Giobbe.

17. WordPress ha tra i suoi punti di forza i plugin. Finora mi sono limitato a dire cosa WordPress permette di fare in più rispetto a Splinder, senza usare alcun plugin. Immaginate cosa si può fare con i plugin di WordPress. Il rischio all’inizio è che ci si possa un po’ perdere tra le centinaia di possibili plugin, che non sono altro che pezzi di codice, pagine e file che aggiungono nuove funzioni, una migliore gestione di articoli, tag, gallery, statistiche, grafica, post correlati, commenti, ecc..

La logica che c’è dietro è semplice: quando installi WordPress, all’inizio, ci sono pochi plugin. WordPress dà la possibilità all’utente poi di aggiungere il plugin che vuole, sulla base dell’aspetto che vuole migliorare.  C’è il plugin wordpress per il seo, per i commenti, per i feed, per le foto, per i video, per la condivisione sui social network, per la paginazione, per le statistiche, per la grafica, ecc.. C’è di tutto.

In Splinder non esiste nulla del genere.

Splinder non ha bisogno di smanettamenti, impostazioni, aggiornamenti, caricamenti di file via ftp. E’ un prodotto semplice, standard, ma non customizzabile, e non professionale (pur basandosi su un cms molto efficiente, ovvero Drupal):  alla lunga pesa l’impossibilità di gestire in pieno il proprio blog.

Con WordPress, invece, ti senti libero. E il gusto e la sensazione della libertà, io non la cambio con niente.

 

Bene ragazzi, vi ho dato ben 17 ragioni per abbandonare definitivamente Splinder e passare a WordPress. Ora viene il bello. Se avete un blog da tempo memorabile su Splinder, c’è da portare commenti e centinaia di articoli su WordPress. Ma ogni cosa a suo tempo. Per prima cosa dovete scegliere un hosting, creare un database, creare un utente e installare WordPress. Poi dovrete scegliere il template e organizzare le categorie e scegliere i plugin.. Non spaventatevi. Ma ve ne parlerò in un prossimo articolo.


Aggiornamento: come potete vedere ho eliminato alcuni punti, come quello del page rank, dell’assenza dell’inserimento nella google cache dell’home page dei blog splinder e gli Adsense. Per quanto riguarda questi tre problemi, sono stati superati con l’ultimo aggiornamento del page rank, a fine giugno 2011. Altre informazioni nell’articolo “Aggiornamento PageRank Google, su Splinder ritornano gli adsense e la cache

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