Ho la vocazione? Devo diventare prete? Ecco come capirlo



Devo donarmi totalmente a Nostro Signore oppure no? Qual sacrifici comporta questa scelta, e quali sono le risposte a molti dubbi che molti giovani hanno su questo argomento?

sacerdote vocazioneMolte persone, donne e uomini indifferentemente, si sono fatte in un particolare momento della propria vita delle domande sulla fede, se loro fossero chiamati o meno a donare totalmente la loro vita a Dio.

Non solo loro, anche chi ha l’anima consacrata, di fronte alle tentazioni, sono talmente turbate che si pongono vari quesiti sulla loro natura e se entrare in convento e in seminario sia stato il più grande errore della loro vita. La domanda che riassume il tutto è semplicemente: ho la vocazione?

Le vocazioni sono in calo, perché molti giovani si scoraggiano, si vergognano o non sono sicuri di poter intraprendere questo cammino, fatto di gioie ma anche di sacrifici e rinunce. Molti si chiedono quando sia il momento migliore per prendere questa importante decisione. Sicuramente, quando Dio chiama. Inutile affrettare i tempi se non sono maturi, e inutile aspettare se si sente questo desiderio. Non bisogna pensare che per intraprendere il cammino, ma una certezza di fede. Come l’amore, è un rischio che bisogna correre, perché nelle mani di Dio.

Un problema riscontrato dai giovani è in famiglia,  in quanto  si oppone a questa decisione. Una scelta comporta dei sacrifici, e sicuramente dopo lo sbandamento iniziale, vedendo perseveranza nella decisione e maturità di comportamento, diventeranno addirittura molto partecipi.  Correlato a questo, la pura di fallire.

Nessuno sa i piani che ha il Signore per ognuno di noi, quindi basta affidarsi a Lui e andrà tutto bene.

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Una credenza falsa che circola tra i giovani è che chi abbia avuto esperienze amorose e sessuali, non deve manco avvicinarsi al sacerdozio o a un convento. Niente di più falso. Innamorarsi è umano e una cosa naturale. I preti sono stati innamorati e capita che si innamorino anche durante il loro percorso, ma può essere una occasione per capire che tipo di amore vuole donare a uan certa persona e agli altri. Chi ha avuto esperienze sessuali prima di intraprendere il percorso di fede, può vivere la vocazione senza problemi, ma dovrà rispettare un programma di formazione conforme alla sua storia. Insomma, un percorso su misura, dove di solito vive da nubile o da celibe per due anni.

E’ proprio la questione del celibato/nubilato che porta i giovani ad andare in confusione e a ignorare la chiamata. In questo contesto, indica consacrare se stessi alla vita religiosa, e non può avere relazioni intime e famiglia, perché deve servire una famiglia molto più ampia. Essere celibi non rende una persona migliore, stessa cosa l’essere sposato. Esistono tanti dibattiti, anche all’interno della Chiesa stessa, per permettere ai preti e alle suore di sposarsi, ma in realtà la Chiesa Cattolica sostiene un modello di vita come si presume essere stato quello di Gesù Cristo, mentre i protestanti non considerano il celibato un valore di fondamentale importanza nei loro ministeri.

Ancora dubbi? E’ necessario allora bussare alle porte della chiesa o della canonica e parlare con un prete, un uomo che ha scelto questa strada e soprattutto in grado di capire la situazione. E’ importante avere un amico in grado di accompagnare spiritualmente il proprio cammino, interpretare cosa Gesù chiede e dissipare dubbi e illusioni.

via: http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/

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