Congedo di paternità 2016: tutto quello che c’è da sapere


Tutto quello che c’è da sapere sulle ultime novità riguardo il congedo di paternità obbligatorio e facoltativo, arricchito anche da fonti legislative Ecco cosa c’è da sapere.

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La gioia di diventare papà non ha prezzo, ma se si può usufruire di agevolazioni, perché non sfruttarle? Una di queste è il congedo di paternità, i quali hanno diritto ad alcuni giorni di astensione dal lavoro.

La Legge di Stabilità ha introdotto alcune modifiche significative riguardo questo argomento. Se nel 2015 si era stabilito che era solo un giorno di astensione obbligatoria per la nascita di un figlio, il 2016 ha portato più giorni, ossia due giorni, continuativi o separati. In aggiunta a questi, i neo papà hanno diritto, come già stabilito nel 2015, a ulteriori due giorni facoltativi. Attenzione: queste agevolazioni sono fruibili da chi ha appena avuto un figlio, sia da chi ne ha adottato uno o nel caso di genitore affidatario di minore.

E’ d’obbligo distinguere due sezioni, ossia il congedo di paternità obbligatorio, e il congedo di paternità facoltativo. Il primo è possibile fruirlo anche durante il congedo di maternità della mamma che lavora, oppure in un periodo successivo, ma rimanendo entro il quinto mese del bambino o comunque, in caso di adozione o affido, entro il quinto mese in cui il minore sia stato introdotto nella nuova famiglia.

E’ un diritto autonomo, ossia che si aggiunge al congedo di maternità ma che viaggia in un binario differente, sia che la mamma rinunci al congedo di maternità, sia che ne usufruisca. Inoltre, si può richiedere anche in un periodo successivo, basta rispettare le tempistiche sopra descritte. Il tutto è regolato dall’articolo 28 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

Diverso è il discorso per il congedo di paternità facoltativo: è fruibile dal padre solo se lei rinuncia al congedo di maternità oppure ritorna prima a lavorare. Anche per questo diritto, le tempistiche per farne richiesta sono entro il quinto mese di vita del bambino (oppure entro il quinto mese dall’adozione e dall’affido).

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Ma a chi spetta il congedo di paternità? Spetta a tutti coloro che hanno un lavoro dipendente, purché si rispettino le tempistiche per farne richiesta, ossia entro e non oltre il quinto mese del bambino in caso di nuovo nato, oppure entro il quinto mese dall’ingresso del bambino in caso di adozione o affido.

A cosa serve il congedo di paternità? Serve per alternare il congedo di maternità richiesto dalle mamme. Se per quello obbligatorio non ci sono problemi, per usufruire dei giorni di congedo di paternità facoltativo, la mamma deve rientrare dal congedo per maternità due giorni prima del termine previsto.

Ovviamente stare con il proprio figlio è gratificante ed è una gioia, perché a tutti verrà il rimorso di non aver trascorso i primi momenti con il proprio pargolo, ma non bisogna dimenticare che bisogna anche dargli da mangiare. Ebbene, il congedo di paternità permette di avere anche una retribuzione significativa, pari al 100% di quella giornaliera fruibile con il proprio lavoro. In pratica, ci si gode il nuova arrivato senza rinunciare alla propria paga e al trattamento previdenziale perché si applicano gli articoli 29 e 30 del Dlgs n. 51 del 2001.

Come si presenta la domanda di congedo di paternità? Esistono due strade per poter richiedere l’agevolazione, dipende se il datore di lavoro la voglia anticipare o meno. Se il datore di lavoro la vuole anticipare, la domanda deve essere presentata a lui, completa di tutti i dati (soprattutto le date in cui s’intende usufruire dell’agevolazione) con un anticipo di almeno due settimane e ove richiesto, in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto. La richiesta può essere avanzata anche prima, l’importante è rispettare il limite massimo dei 15 giorni. Il datore di lavoro può recuperarla poi con il conguaglio. Deve essere sempre presentata per iscritto, per far sì che abbiano valenza le date richieste.

Qualora il datore di lavoro non voglia anticipare l’indennità, la domanda va presentata all’Inps per via telematica, compilando il modulo trovabile sempre sul sito, attraverso i patronati, oppure via telefono al numero 803164. Risponderà un operatore o un’operatrice INPS che guiderà il richiedente sulla strada da seguire, anche in caso di dubbi sulla compilazione della domanda.

 

Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2015/11/19/legge-di-stabilita-2016-congedo-obbligatorio-due-giorni-per-il-padre-lavoratore

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