Truffa delle lauree false, indagini fino a Gaeta



LAUREE false, dieci avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia nei confronti di persone ritenute responsabili di associazione a delinquere, truffa, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed esercizio abusivo della professione. Tra gli indagati c’è anche il genero di Totò Riina, capo di Cosa Nostra. L’operazione dei carabinieri della compagnia di Vibo Valentia è arrivata fino a Latina e a Gaeta. Orlanda S. originaria di Fondi, Alessandro P. e Massimo G., originari di Latina, sono finiti nell’inchiesta che ha portato alla scoperta di un’associazione dedita alla produzione e alla vendita in tutto il territorio nazionale di certificati di laurea falsi. Oltre 100 gli uomini della Compagnia che sono stati impiegati nell’operazione e che hanno portato a termine almeno 15 perquisizioni in vari comuni e presso gli atenei universitari di Messina e Bari dove sono stati acquisiti anche documenti relativi ad alcune convenzioni stipulate tra quell’università e la Moldavia per il riconoscimento delle lauree conseguite all’estero. Un settore sul quale l’associa – zione aveva puntato ravvisando notevoli possibilità di guadagno per la convalida di lauree conseguite negli stati dell’Est Europa. In base a quanto ravvisato dal pm titolare dell’inchiesta, Michele Sirgiovanni, «a carico degli indagati sussistono gravi indizi che danno fondato motivo di ritenere che i soggetti detengono presso le proprie abitazioni o nelle relative pertinenze, ovvero presso Idos srl o la Hermes Press Informazioni cose pertinenti al reato». Si tratta di timbri, documenti, certificati legati all’attività medica abusivamente esercitata. Tra i nomi degli indagati spunta, quindi, anche quello di Antonino Ciavarello, genero di Totò Riina, attualmente rinchiuso presso il carcere di Milano in regime di 41 bis. L’uomo aveva stretti rapporti d’affari con un imprenditore romano al fine di acquistare alcuni attestati di laurea. Tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti in varie regioni (Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia) anche molti insospettabili identificati compartecipi di un’associazione dedita alla produzione e alla vendita di certificati falsi. Le perquisizioni sono state eseguite anche nella capitale e a Corleone. Dell’importante documentazione è stata rinvenuta ed acquisita dalla casa dell’im – prenditore romano Mario Festa: i carabinieri hanno sequestrato dieci faldoni che potrebbero far identificare anche altri falsi medici e professionisti che si erano rivolti a lui per ottenere la documentazione necessaria ad esercitare le più disperate professioni senza averne titolo.

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[tratto da Latina Oggi dell’11 giugno 2010]

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