Università Cassino, blocco ad oltranza ad Ingegneria e Lettere



Blocco a oltranza a Ingegneria e Lettere. Dopo una settimana di assemblee si va delineando qual è la linea intrapresa da ciascuna facoltà. Economia, che in un primo momento sembrava essere intenzionata a seguire la linea del blocco, dopo la riunione di mercoledi con la Preside Iannucci, ha invece deciso deciso che gli esami si terranno. Categoricamente esclusa fin dal principio qualsiasi tipo di protesta a Giurisprudenza, cosi come nessuna agitazione si è riscontrata nella facoltà di Scienze Motorie. Se al Campus Folcara la situazione procede dunque nella normalità, a Lettere e Ingegneria – le due facoltà più grandi – la protesta invece prosegue con forza e i docenti si dicono convinti che nei prossimi giorni anche gli altri atenei medio piccoli si asterranno dall'attività didattica per protestare contro il Ddl Gelmini e la finanziaria. Nella facoltà di Via Di Biasio è stato deciso ieri in un'assemblea con il Preside che per tutto il mese di Giugno certamente non si terranno appelli e sedute di laurea eccezion fatta per erasmus ed altri casi particolari. Il Preside si dice deciso ad andare avanti nella protesta perché «è nostro dovere – afferma – dimostrare che quando si esagera con i tagli all'Università noi sappiamo reagire. Se oggi riuscissimo a dimostrare di saper incidere, potremo avere più voce in capitolo in futuro e poi – continua Betta – non possiamo aspettare che si muovano i grandi Atenei perché ad essere fortemente danneggiate sono le Università medio piccole come Cassino quindi la protesta deve partire dal basso». A Lettere, a margine di un infuocato consiglio, i rappresentanti degli studenti hanno stilato un documento di comune accordo con il Preside e i presidenti di corso di laurea che prevede il blocco didattico per i prossimi dieci giorni, tutelando comunque borsisti, erasmus e laureandi i quali potranno svolgere regolarmente gli esami. Il 24 giugno in un'altra riunione con i rappresentanti si deciderà in che forma continuare – e se continuare – lo stato di agitazione. Una protesta – quella della facoltà di Via Zamosch – che vede coinvolti non solo i docenti ma anche molti studenti e i rappresentanti degli stessi che hanno approvato il documento redatto in cui si esprime un forte stato di preoccupazione per i continui tagli all'Università pubblica e incondizionato appoggio ai ricercatori fortemente danneggiati dal disegno di legge del ministro Gelmini. Nel corso del consiglio lo stesso Preside ha sensibilizzato gli studenti spiegando fattivamente a loro quali possono essere le conseguenze che potranno scaturire da tale riforma. «Il Ddl cosi com'è – ha ammonito Gentile – penalizza fortemente gli atenei come Cassino dove il 40% degli insegnamenti è tenuto da ricercatori, senza i quali, nella nostra facoltà, ci ritroveremo con 90 insegnamenti in meno è scomparirebbero di fatto 5 corsi di laurea su 6. Occorre dunque che studenti e docenti siano uniti per salvaguardare la figura dei ricercatori che significa salvaguardare il futuro della nostra Università e in particolare della facoltà di Lettere». In attesa di risvolti, gli studenti di queste due facoltà si dividono intanto tra chi pretende che siano ristabiliti subito gli esami per tutti e chi invece già dalla prossima settimana annuncia azioni forti di protesta a fianco dei ricercatori per difendere il loro futuro e quello dell' Ateneo.

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[tratto da 'La Provincia' del 19 giugno 2010]

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