Friuli da brivido, i 10 posti più misteriosi


Tra mito e leggenda, ecco i 10 posti più misteriosi del Friuli Venezia Giulia. Da Gorizia a Cividale, da Aquileia a Duino, i misteri del Friuli svelati in poche righe

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Di solito è Halloween il periodo in cui ogni storia horror viene raccontata scendendo nei minimi particolari.

Ebbene, per gli amanti del genere, il Friuli Venezia Giulia offre dei luoghi misteriosi e sinistri, degni di un film di Dario Argento. Tra verità e leggende antiche, il Friuli Venezia Giulia non è solo mare e montagna, bensì anche mistero.

Lo Storm Glass di Gorizia prevede i terremoti.

La città di Gorizia ha la peculiarità di avere uno strumento capace di prevedere un terremoto. Si tratta del Baroscopio, detto Storm Glass.

Esso è stato usato fino al 1800 dai marinai, in quanto strumento fondamentale per fare delle previsioni meteo. Nel 1947 il parroco di Gorizia, Don Fulvio Demartin, lo ereditò da una zia e fu testimone del suo funzionamento nel peggiore dei modi. Il 5 maggio 1976, lo strumento assunse un colore insolito. Consultò le “istruzioni” e scoprì che significava Erdbeben, terremoto.

Il giorno dopo, il terremoto devastò il Friuli. Poi nulla fino al 1998: l’epicentro del terremoto fu in Slovenia, poco lontano da Gorizia. Forse perché ha più di un secolo, lo strumento non reagisce più agli eventi sismici ed atmosferici, ma chissà….

Manzano, Aquileia e il tesoro di Attila.

Narra la leggenda che nel castello di Manzano ci siano dei sotterranei che conducono alla città di Palmanova. Qui dovrebbe essere nascosto il tesoro di Attila. Il Re degli Unni, nel 452 d.c., decise di togliere l’assedio. Alla vista di una cicogna che con i suoi piccoli abbandonava la città, ebbe l’intuizione che Aquileia era rimasta senza provviste e ordinò di attaccare. I romani scavarono quindi il Puteum Aureo, ovvero il pozzo aureo e nascosero tutti i preziosi. Il tesoro non è mai stato ritrovato, ma sembra che sia in uno dei tunnel sotterranei del castello di Manzano. Sono miriadi e chi ha osato scendere a cercarlo, o ne è uscito dopo giorni in preda alla pazzia, oppure abbia trovato la morte.

Mortegliano e la creatura aliena.

La notte dell’11 febbraio 2012, diversi automobilisti videro sulla SR 252 Napoleonica una creatura misteriosa. La descrissero tutti alta 4 metri circa, con la pelle grigia, le gambe lunghissime ricurve e una testa tondeggiante che terminava in una strana forma conica. Mentre l’essere camminava sulla carreggiata, le auto si fermarono in maniera inspiegabile e i cellulari non hanno più funzionato. Verità o bufala, meglio non trovarsi solo di notte in zona….

Parco di Bosco Romagno, Capodanno da brivido.

Tra Cividale e Corno di Rosazzo, nell’800, una carrozza trainata da 12 cavalli era inseguita da dei ladri. A causa della fuga, il cocchiere non vide un pozzo e sia lui, che la carrozza con il suo padrone persero la vita in questo pozzo senza fondo. L’ultimo giorno dell’anno la carrozza torna nel parco e ripete la sua corsa mortale.

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Verzegnis e le indemoniate.

Intorno alla metà del 1800 a Verzegnis decine di donne sembravano in preda a possessione demoniaca: urla, imprecazioni, bocche piene di schiuma e gesti inconsulti accompagnati da suoni raccapriccianti erano i sintomi più terrificanti. I medici non erano d’accordo sulla possessione. Secondo gli esperti, tutte erano in preda a isteria e, per questo motivo, furono rinchiuse in manicomio a Udine. Secondo fonti, i fenomeni così come si furono manifestati all’improvviso, altrettanto cessarono. Chiesa e scienza, ad oggi, non trovano spiegazioni e sono in corso studi ed approfondimenti sul caso.

Cividale e il Ponte del Diavolo.

Gli abitanti di Cividale, per erigere il ponte, chiesero aiuto al Diavolo. Lui li aiutò, a patto di prendersi la prima anima che fosse passata sul ponte. In una sola notte, l’opera fu compiuta e la mattina seguente, i cittadini fecero passare sul ponte un animale (maiale o cane, i parerei sono discordanti). Il Diavolo fu beffato e si accontentò dell’anima della bestia.

Villa Varda di Brugnera, l’acqua che prende fuoco.

Una delle fontane più strane di tutto il Friuli e del mondo è a San Cassiano di Livenza, frazione di Brugnera. Nel parco di Villa Varda esiste una fontanella apparentemente normale, ma se si prova ad avvicinare una fiamma, l’acqua prende fuoco. Il segreto è un gas naturale infiammabile che sgorga con l’acqua. Inquietante.

Palmanova, la città stellata opera di Leonardo da Vinci?

Palmanova ha una pianta particolare. E’ geometricamente perfetta, tanto da far pensare che non sia opera degli umani. La forma di stella a 9 punte. Si pensò di affidare il progetto di Palmanova a Leonardo da Vinci, ma egli rifiutò l’incarico perché già impegnato a Milano. Ma sono in molti a pensare che, in qualche maniera, riuscì a seguire il progetto. Leonardo o no, la leggenda narra che il progettista trasse ispirazione dalla ragnatela di un ragno.

Fagagna: un fantasma di donna e un uomo senza testa.

Il castello di Villalta a Fagagna è infestato. La bellissima Ginevra di Strassoldo fu separata dal suo amato, Odorico di Villalta e fu uccisa da Federico di Cuccagna, suo promesso sposo. Nelle notti di luna piena si sentono i lamenti nelle sale del castello. Altro fantasma è quello di Marco d’Arcano-Moruzzo, presente sulla casaforte la Brunelde. L’uomo fu vittima dei veneziani, i qui li tagliarono la testa. Alcuni hanno visto il suo fantasma vagare con la testa sotto il braccio, a vegliare sul suo tesoro.

Duino e la Dama Bianca.

Nel Castello di Duino, a Trieste, aleggia la figura della Dama Bianca. Il signore del castello, in un raptus di gelosia, gettò dalle mura la sua sposa. Ella si trasformò in una roccia man mano che cadde, ma da allora, di notte, si stacca dalla roccia e aleggia finché non ritrova la culla dove dormiva il figlio. Il candelabro romano presente in una sala del castello si accende da solo e attraversa i saloni, mentre alcune porte si aprono da sole. Segno che la Dama Bianca vaga disperata per il castello.

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