Riaperta a Trieste la Grotta del Dio Mitra, dove scorrono acqua e sangue



I misteri di Trieste e dintorni non conoscono confini: a Duino Aurisina, dopo la Chiesa di San Giovanni In Tuba, la Grotta del Dio Mitra è una testimonianza di come le popolazioni pagane adattassero l’ambiente circostante al loro culto. La grotta carsica presenta offerte votive, tracce di sacrifici animali e un blocco calcareo squadrato, un altare in cui si celebravano i riti sulla presunta tomba del Dio Mitra

grotta dio mitra

E’ stata riaperta la misteriosa Grotta del Dio Mitra a Trieste, in località Duino-Aurisina in quanto scavata nella roccia delle pendici del monte Ermada. Il sito era stato chiuso per motivi di sicurezza dalla Soprintendenza del FVG. E’ l’unica grotta in Italia ad essere stata scavata in ambiente naturale: sono state rinvenute tracce umane risalenti al Neolitico, poi in età romana, questa grotta carsica è stata adibita a luogo di culto del Dio Mitra. La leggenda vuole che assieme all’acqua, scorra anche sangue sulla tomba della divinità.

Ed è intuibile come mai questa leggenda ha preso piede tra le popolazioni antiche, visto che chi osservava il mitraismo usava compiere dei sacrifici al dio: si sacrificavano i tori per ingraziarsi Mitra e sperare in una bella vita dopo la morte. Anche il toro non è messo a caso, visto che la religione è legata a un ragazzo che sacrifica un toro in onore del Dio Sole, come si può osservare nei rilievi rinvenuti all’interno della grotta, insieme a offerte votive come monete e lucerne, lasciate in dono da chi chiedeva un aiuto o una grazia. Un po’ come noi cristiani che accendiamo la candela e preghiamo per l’intercessione di un santo, della Madonna o di Gesù. Come al chiesa di San Giovanni in Tuba, anche questo luogo sacro è situato vicino alle risorgive del Fiume Timavo e proprio nelle vicinanze, le popolazioni usavano compiere riti per Diomede e Saturno.

La Grotta del Dio Mitra è stata scoperta nel 1963 dagli speleologi della Commissione Grotte, piena di detriti e massi. Vedendo un blocco di calcare squadrato al centro e le offerte, hanno capito che era un altare dove si usava spezzare il pane. Con il Cristianesimo che aveva preso piede e la persecuzione dei pagani, questo luogo di culto fu abbandonato, per questo è stato trovato pieno di pietrame e detriti di roccia carsica. Per fortuna, le vicende belliche della Prima Guerra Mondiale non hanno scalfito nulla, anche perché si trovava al di là delle linea difensiva austriaca lungo la ferrovia. Il sito è visitabile il sabato dalle 10 alle 12, con partenza alle 9.45 dalla stazione della Guardia Forestale di Duino.

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