Vino made in Italy, vendemmia 2017 la prima senza voucher dopo dieci anni


I voucher e il lavoro dei vendemmiatori italiani, ecco le novità per la vendemmia 2017

Con la raccolta in Franciacorta, nel Bresciano, delle prime uve Chardonnay, è ufficialmente iniziata in Italia la vendemmia 2017, la prima che dopo dieci anni si svolgerà senza poter accedere ai voucher quale strumento per la regolarizzazione del lavoro occasionale.

A darne notizia è stata la Coldiretti che, in accordo con un’elaborazione su dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), ha messo in evidenza come nel primo quadrimestre del 2017 le esportazioni di vino made in Italy abbiano fatto registrare il record storico.


Nati nel 2008 proprio per disciplinare il lavoro occasionale accessorio in agricoltura, nel periodo di raccolta dell’uva, i voucher sono stati aboliti dal Governo con la conseguenza che, secondo l’Organizzazione degli agricoltori, tanti studenti, pensionati e percettori di integrazioni al reddito rischiano di non poter lavorare e guadagnare con il rito della vendemmia anche perché i buoni lavoro non sono stati sostituiti da strumenti idonei a regolarizzare i cosiddetti lavori saltuari.

Per quel che riguarda invece la produzione di vino in Italia, in base alle stime della Coldiretti saranno ben 650 mila ettari le vigne che con le uve prodotte rientrano nella vendemmia del 2017. Il 30% della produzione è destinato ai vini da tavola, ed un altro 30% ai vini Igt, quelli a Indicazione geografica tipica che sono in tutto 118.

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La quota più ampia della produzione, pari al restante 40%, è invece destinata ai 73 vini Docg, a denominazione di origine controllata e garantita, ed ai 332 vini italiani che sono a denominazione di origine controllata (Doc).

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