La Fortezza di Ghiaccio della Prima Guerra Mondiale


Un itinerario tutto da scoprire quello nelle viscere del ghiacciaio della Marmolada: una costruzione complessa di gallerie, dormitori e depositi, persino bagni e cucine create nella Eisstadt durante il primo conflitto mondiale.

fortezza ghiaccio

Le pattuglie austriache dirette verso la postazione S lungo il ghiacciaio della Marmolada, essendo costantemente braccate dalle truppe del fronte italiano della Cresta di Serauta, una notte si sentivano veramente spacciate.

Quella stessa notte, il tenente Leo Handl della Compagnia delle Guide Alpine, per evitare il fuoco delle mitragliatrici pensò bene di ripararsi in un crepaccio, insieme a 6 soldati.

Gli uomini, una volta calati dentro, si resero subito conto che quel crepaccio si spingeva lungo le linee avversarie, al riparo dal fuoco nemico. Il tenente Handl era ingegnere prima di essere arruolato nella Prima Guerra Mondiale e vide in quei crepacci come collegamenti per le diverse postazioni tramite dei tunnel scavati nel ghiaccio, a grande profondità. Per questo, ben presto, trivelle, piccozze ed esplosivo furono gli elementi principali usati per modellare il ghiaccio e creare grandi tunnel con la sola luce di torce e lampade ad acetilene: era nata la Fortezza di Ghiaccio.

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La fortezza di ghiaccio raggiunse una estensione di circa 12 Km tra depositi, cucine, dormitori, persino una Cappella. E addirittura c’erano dei  cartelli indicatori del  percorso: “via Carinzia”, il “Duomo”, crepaccio “Kaiser Franz Joseph” e altri ancora.  Le temperature all’interno delle caverne erano comprese tra 0 e 5 gradi, mentre all’esterno, durante l’inverno, si raggiungevano anche i -30 gradi.

 

Un’opera di ingegneria notevole, ma  l’umidità, l’aria irrespirabile e la necessità di interventi continui per il costante movimenti del ghiacciaio rendevano la vita difficile ai soldati austriaci, nonostante la Fortezza li proteggesse dalle pallottole. Solo una volta, un colpo di artiglieria italiana penetrò talmente in profondità da far esplodere una passerella e uccidere due soldati. La Città di Ghiaccio fu abbandonata con lo sfondamento di Caporetto e con l’arretramento della linea del fronte, e oggi rimane ben poco visibile, a causa del movimento del ghiacciaio, ma la riduzione del ghiaccio ha fatto sì che alcuni resti potessero essere prelevati e conservati nei musei dedicati.

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