Dieta per il cuore: grassi promossi, carboidrati letali


Finora ogni studio ha discriminato i grassi e privilegiato i carboidrati per quanto riguarda la salute del cuore e dell’apparato cardiovascolare. I glucidi sono veri killer secondo la ricerca dell’Università di Hamilton, in Ontario

cuore infarto ischemia

Ogni volta che si parla di dieta, gli esperti in nutrizione e settore alimentare si dividono in chi è a favore di un elemento e chi per un altro. Ma il congresso europeo di Cardiologia di Barcellona sarà ricordato come il momento in cui ogni studio riguardo la salute del muscolo più importante dell’organismo umano, ovvero il cuore, sia stato smentito. La nuove ricerca, denominata Pure (Prospective Urban Rule Epidemiology) dagli scienziati dell’Università di Hamilton, in Ontario, e pubblicato dalla rivista Lancet, rivela che non sono i grassi a compromettere l’apparato cardiovascolare, bensì i carboidrati, per l’esattezza i glucidi. I glucidi possono accelerare le patologie cardiache come ischemia e infarto e provocare anche la morte.

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Lo studio ha riguardato come soggetti 154mila persone tra i 35 e i 70 anni provenienti da diversi paesi del mondo e con basso, medio  e alto reddito. Le condizioni di salute dei pazienti sono state monitorate per 10 anni a partire dal 2003. Da qui, gli esperti sono arrivati alla conclusione che l’assunzione di grassi non sarebbe influente per la salute cardiovascolare, mentre chi assumeva carboidrati agiva inconsapevolmente per provocare maggior rischio di morte prematura, Anche le abitudini alimentari e la dieta specifica di ciascun partecipante è stata presa in esame e hanno diviso queste persone in classi, tenendo conto dell’apporto calorico immagazzinato ogni giorno e in base a chi prediligeva carboidrati, proteine e grassi.

Confrontando i dati, si è scoperto che chi abbondava con i grassi non aveva presentato nessun problema cardiovascolare, mentre coloro i quali hanno abbondato con i carboidrati, nello specifico i glucidi, addirittura è morto strada facendo proprio per alterazioni cardiache. Da qui la conclusione: i vantaggi di un cuore sano si ottengono limitando i glucidi al 60% e aumentando del 35% l’apporto di grassi nell’alimentazione. Se avviene il contrario, si rischia di avere maggior possibilità di mortalità cardiovascolare. Quindi, formaggi e bistecche di carne rossa, così discriminati, sono stati reintegrati con lode nelle linee guida nutrizionali. Ma com’è la situazione in Italia? Le malattie cardiovascolari sono responsabili del 44% dei decessi, soprattutto per cardiopatia ischemica, prima causa di morte nel Belpaese.

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