Riunioni di condominio, tra sospensioni e guerre tra vicini



Liti, contenziosi, vere e proprie battaglie: l’associazione europea degli amministratori di immobili ha realizzato un focus sulle assemblee di condominio e sulle caratteristiche più particolari che si notano in Italia.

Uno scenario da Far West, o quasi: il mondo delle assemblee condominiali si rivela sempre più litigioso, con un numero crescente di contenziosi tra vicini, e per i professionisti che amministrano e cercano di guidare le strutture i grattacapi sono davvero tanti. È una recente ricerca dell’Anammi, l’associazione europea degli amministratori di immobili, che fa nello specifico il punto della situazione, rivelando alcuni dettagli davvero curiosi.

Il problema del quorum

Il primo dato che salta agli occhi è quello relativo al numero di riunioni che fallisce a causa della scarsa partecipazione dei condomini: come ricorda anche il portale di approfondimento in materie legali AvvocatoAccanto, infatti, per iniziare una discussione è necessario verificare il quorum nelle assemblee condominiali, che manca in più del 15 per cento delle occasioni, come svela l’Anammi.

I motivi di liti

Proprio la richiesta del controllo della effettiva presenza del numero legale è, secondo quanto rivelato dai circa 13 mila associati che hanno fornito testimonianze e risposte sulla gestione delle assemblee condominiali, uno dei fattori che crea i maggiori contrasti, insieme alla verifica delle spese in sede di riunione ufficiale (che pure è una attività richiesta solo da un condomino su dieci).

Dalle spese all’ascensore

Tra i motivi di contrasto, come accennato, ci sono anche tutte le voci di spesa degli impianti, che includono i costi per la ordinaria manutenzione, stabilite per legge, ma anche quelli legati alla pulizia degli ambienti, alla fornitura di acqua, e poi ancora le spese straordinarie, il compenso dell’amministratore e, in coda, le somme necessarie per la gestione del conto corrente condominiale. Tutti questi fattori sono potenziali elementi di discussione, elencati in ordine di “rischio” dal più contestato al più “trascurato”, e si accompagnano al riscaldamento e all’ascensore, altri frequenti motivi di battaglia all’interno di riunioni e condomini.

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Le responsabilità dei partecipanti

Secondo quanto sottolineato dalla nota dell’Anammi, gli animi si alternano soprattutto perché circa la metà dei partecipanti si intestardisce sulla propria posizione, impedendo che si proceda a una discussione regolare e pacata e, soprattutto, che la riunione possa svolgersi in un clima civile. Secondo gli amministratori, tutto questo avviene anche perché mancano le nozioni di base sulla gestione dei condomini: il 52 per cento degli intervistati è convinto infatti che le liti in assemblea nascano da ignoranza delle norme e dalla testardaggine dei partecipanti, che si focalizzano anche sulle minuzie.

Pazienza e professionalità per gestire le assemblee

Secondo l’Anammi, per svolgere le assemblee di condomini nel migliore dei modi sarebbero necessarie pazienza nell’ascolto e comprensione delle problematiche da parte dei partecipanti, mentre l’amministratore o comunque il rappresentante della struttura dovrebbe offrire, da parte sua, le competenze e la professionalità necessarie a garantire soluzioni certe e buone idee per affrontare i vari problemi. Non a caso, per il 20 per cento degli iscritti alla associazione la fiducia in se stessi è la qualità più importante per sopravvivere in assemblea, che tra le risposte segue (a distanza) la virtù della pazienza, indicata quasi dal 70 per cento dei professionisti.

Tanti (troppi?) uomini in assemblea

Video:

A mettere a dura prova i nervi e la calma degli amministratori di condominio sono soprattutto gli uomini, che rappresentano anche la maggioranza assoluta dei frequentatori di assemblee di condominio, con almeno il 55 per cento di presenza. Inoltre, a dispetto delle “quote rosa”, solo un amministratore su dieci afferma di vedere in assemblea rappresentanti di entrambi i sessi, e secondo la ricerca questo è un “peccato, poiché le donne sono ottime mediatrici“.

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