Sei di Napoli? Ti raddoppiano l’RC auto anche se non fai incidenti



CONSUMATORI all’attacco contro il caro-Rc auto. Frodi in aumento, speculazioni sugli indennizzi, riforme non completate, norme sul risarcimento diretto aggirate, garanzie ridotte. In una parola: servizio insoddisfacente. Tutti aspetti che tendono a mantenere elevati i costi di una copertura che è obbligatoria per legge. Di tutto questo se ne è parlato questa mattina nell’incontro tra le associazioni dei consumatori e l’Isvap, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, con lo scopo di discutere le proposte da portare al tavolo del Governo e sollecitare l’Ania, l’associazione di categoria delle compagnie, a un comportamento “più responsabile”.

 

Tra le proposte accolte dall’Isvap c’è la rimodulazione del bonus-malus. Il sistema delle compensazioni forfettarie sta comportando infatti aspetti speculativi da parte delle compagnie che si ripercuotono in aumenti delle polizze per gli assicurati. L’Istituto per la vigilanza si è impegnato, inoltre, a salvaguardare la riforma del risarcimento diretto, avvenuta nel 2007, e a limitare il fenomeno della compravendita dei sinistri (tramite il meccanismo della cessione del credito a carrozzieri o studi legali di infortunistica stradale). Ma la richiesta più forte dei consumatori è quella di intervenire sulle tariffe. Secondo l’Ania affrontando le criticità nel settore dell’Rc auto i prezzi potrebbero ridursi del 38%.

“L’assicurazione Rc auto è uno dei servizi più cari per la famiglia e in Francia, Germania, Inghilterra e Spagna costa la metà – sottolinea Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum -. Nella maggior parte dei casi è un’intera mensilità che passa dal bilancio familiare alle Compagnie assicurative e non è tollerabile che le tariffe aumentino di 2-3 volte oltre il tasso di inflazione”. Dal 1994 ad oggi, infatti, secondo dati Altroconsumo, le polizze auto hanno registrato una crescita addirittura del 173%, e il 18% in più rispetto allo scorso anno. Il caro-tariffe delle polizze assicurative italiane è sostenuto in larga misura dal peso dell’imposizione fiscale. Tasse che variano dal 12 al 25% per singola voce, che sono tra le più alte d’Europa e che difficilmente possono essere sostenute dalle famiglie. A questi problemi, di per sé già gravosi, si aggiunge quello che Adiconsum definisce il “disimpegno delle compagnie assicurative nel Sud del Paese”. Nel Meridione, infatti, aumentano i sinistri con i non assicurati. Solo l’area campana detiene quasi la metà di questi incidenti. Un tagliando falso per un neopatentato costa 100 euro contro tariffe che variano dai 2.500 fino ai 5mila euro per una polizza “regolare” (guarda la tabella ). E a pagare tutto questo sono gli assicurati onesti che finanziano il Fondo di garanzia per le vittime della strada che copre le spese degli incidenti causati dai chi non si assicura.

 


 

Lo scoop del Salvagente. Proprio sul fenomeno di abbandono pilotato del Sud , il Salvagente ha scoperto un caso di sistematica “pulizia geografica” da parte di Ina Assitalia. Il settimanale dei consumatori è entrato in possesso di una circolare interna inviata lo scorso 2 agosto dalla Direzione generale della societàin cui viene spiegato che siccome il guadagno degli ultimi anni si è troppo ridotto, a partire da ottobre 2010 nelle agenzie campane, pugliesi e calabresi con profitti inferiori al 30% deve iniziare una campagna di disdette dei contratti assolutamente svincolata dai curricula degli automobilisti assicurati. Così da qualche settimana, nelle tre regioni poco redditizie, Campania, Puglia e Calabria, anche gli automobilisti che non hanno mai provocato incidenti si sono ritrovati da un giorno all’altro senza copertura assicurativa. Il meccanismo è semplice: si disdetta una polizza e alla richiesta di rinnovo si chiede il doppio, e se non basta, il triplo, scoraggiando l’acquisto dell’Rc auto da parte dell’ex assicurato.

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A Napoli, leggiamo in anteprima sul Salvagente, le indicazioni della compagnia sono state ancora più dure: nel capoluogo partenopeo l’Ina sta per disdire i contratti di quasi tutti i suoi clienti. Le due macroagenzie, Napoli Sud e Napoli Nord, infatti, devono applicare le direttive più severe e alla fine dell’operazione coinvolgeranno circa metà dei clienti Ina Assitalia. Chi è stato cacciato è andato su tutte le furie e ha immediatamente organizzato la protesta anche su Facebook e su vari blog. Ma c’è di più. Nelle agenzie in cui il rapporto sinistri-premi supera il 100%, dove cioè la compagnia è in perdita, la pulizia è totale. Solo un paio di settimane fa, ricorda il settimanale, anche il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, in un’audizione al Senato aveva denunciato il fenomeno segnalando che al Sud si sta registrando un vero e proprio “abbandono di intere aree del paese da parte di compagnie di primo piano, che sembrano proporre premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre”.

 

Adiconsum annuncia un esposto. Di fronte a questo caso, che i giornalisti del Salvagente hanno denunciato in diretta durante l’incontro con l’Isvap, l’Adiconsum ha annunciato che presenterà all’Antitrust un esposto contro Ina Assitalia: “Tale comportamento – afferma l’associazione dei consumatori – deve essere configurato nello stesso reato che viene contestato al cittadino quando specula su un sinistro: frode. A questi comportamenti deve seguire la sospensione dell’autorizzazione ad esercitare il ramo Rc auto in tutta Italia e l’attivazione dell’Agenzia Antifrode in approvazione in Parlamento”. Dal canto suo l’Isvap aprirà un fascicolo per fare luce sulla vicenda e applicare eventuali sanzioni.

[tratto da repubblica.it]

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