Gaeta, ancora un’auto a fuoco



Stesso scenario: Villa della Sirene. E stessa tecnica: un’auto priva di dispositivi di sicurezza al serbatoio, della carta che si accende ed il fuoco che distrugge. Quasi una firma. Quella del piromane che continua a seminare il panico tra le strade del centro di Gaeta, come successe qualche tempo fa. L’ultimo episodio intorno alla mezzanotte di ieri quando le fiamme si sono propagate al serbatoio di una Opel Corsa di proprietà di un 50enne residente, distruggendone il lato anteriore.

Solo grazie al tempestivo intervento della squadra 5A dei Vigili del Fuoco si è riusciti a circoscrivere il rogo evitando che si propagasse, come già in passato, alle vetture parcheggiate nei paraggi. Sentito dai Carabinieri, il proprietario, residente in via Lungomare Caboto, ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce né avvertimenti di alcun tipo. 

Successivamente, nel corso della notte, sempre in Villa delle Sirene, i Carabinieri hanno rinvenuto un cartone acceso posto nelle vicinanze di un’altra macchina, una Mercedes classe A.

Salgono a dodici in poche settimane le auto distrutte da incendi dolosi nel parcheggio di Villa delle Sirene. E i residenti cominciano davvero ad avere paura. Lo scorso settembre, in pochi giorni, c’erano stati altri due casi. In uno di questi il fuoco era saltato da una vettura ad un’altra, distruggendo addirittura nove automobili. Nell’altro episodio, datato 28 settembre, il serbatoio di una delle due auto avvolte dal fuoco esplose nel corso dell’intervento di spegnimento da parte dei Vigili del Fuoco, rischiando di provocare una tragedia. I piromani agirono con professionalità, disattivando l’impianto di pubblica amministrazione di villa delle Sirene prima di entrare in azione. Anche sull’episodio di stanotte indagano i Carabinieri e la Polizia del locale Commissariato, coordinati dal sostituto procuratore Marco Giancristofaro. Gli inquirenti stanno cercando di capire se si tratti di casi isolati, opera di una o più menti malate, o di una strategia del fuoco imbastita lucidamente per punire qualcuno o confondere il quadro delle indagini, distogliendole da altri episodi avvenuti nel recente passato.

 


La pista più battuta è quella che porta all’opera di uno squilibrato. L’attività di prevenzione da parte delle forze dell’ordine prosegue con un massiccio spiegamento di volanti e gazzelle che pattugliano l’area negli orari notturni. Ma coprire l’intero territorio non è semplice. Inizialmente, dopo i raid incendiari dei mesi scorsi, tra cui quello alla Cab, gli inquirenti si orientarono su un gruppo di balordi a carico dei quali, però, non fu possibile reperire elementi di prova sicuri, anche per la scarsissima collaborazione riscontrata negli ambienti giovanili.

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Con l’avvio dei primi episodi dolosi in Villa delle Sirene, il mirino degli inquirenti si spostò poi su alcuni residenti e su una serie di contrasti interpersonali che avrebbero potuto sfociare in episodi di intimidazione. Col tempo, però, anche quella pista si è affievolita. Gli incendi appiccati ai cassonetti e ai tendoni dei negozi potrebbero rivelarsi slegati da quanto accade in Villa delle Sirene dove – gli inquirenti ne sono convinti – si cela qualcosa di più. La firma, insensata e per questo ancora più pericolosa, di uno squilibrato col vizio del fuoco.

[fonte: La provincia]

 

 

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