Codice della Strada in Europa: in Inghilterra molto più severi che in Italia



Ventisette paesi, ventisette codici. Su strade e autostrade l’Europa è un po’ meno unita. Viaggiando tra un paese e l’altro in automobile si può incorrere in spiacevoli sorprese. Abbiamo confrontato il nuovo codice stradale italiano con quelli di Francia, Inghilterra e Spagna. Sono emerse differenze molto particolari. Se sbarcate in Inghilterra, ricordatevi di non mangiare un panino mentre siete al volante: potreste essere multati. E occhio alla velocità specialmente in Spagna e Francia: oltre alla multa (salatissima) rischiate di finire anche in carcere.

Sono soprattutto le sanzioni a fare la differenza: in linea generale, a una maggiore severità corrisponde un minor numero di incidenti. Secondo le statistiche elaborate dall’Unione Europea, nel 2007 l’Italia ha avuto 86 incidenti mortali per un milione di abitanti. L’Inghilterra si è fermata a 50. Su un punto, però, tutti sono d’accordo: le strade sono ancora troppo pericolose. Per questo molti paesi europei negli ultimi anni hanno inasprito le sanzioni.

Alta velocità. In Inghilterra non hanno fretta: il codice stradale inglese non consente mai di superare i 112 chilometri orari (70 miglia orarie). Neanche in autostrada. L’Italia, la Francia e la Spagna hanno limiti un po’ più alti (in alcuni tratti autostradali italiani si possono toccare anche i 150 km/h) e molto simili tra loro.
Le maggiori differenze riguardano le sanzioni. L’Inghilterra, che non distingue tra infrazioni gravi e meno gravi, colpisce soprattutto sul portafoglio: 1000 sterline di multa, che diventano 2500 se il limite è stato superato in autostrada. A prescindere dalla velocità. In più, il ritiro o la sospensione della patente.

In Spagna dal 2002 è prevista la possibilità di finire in carcere da 3 a 6 mesi se si supera il limite di oltre 60 km/h in città e di oltre 80 km/h fuori città. Per chi, pur infrangendo il limite, si tiene sotto queste soglie le multe sono piuttosto blande: mai più di 600 euro. Anche in Francia interviene il codice penale, ma solo in caso di recidiva negli ultimi tre anni nel caso in cui si superi di 50 km/h il limite. In Italia, a meno di non provocare incidenti, chi corre più del dovuto non rischia il carcere. Nella più severa delle ipotesi scatta una multa da 2000 euro e si rimane solo dodici mesi senza patente. Contro i 4 anni della Spagna e i 3 della Francia. Una novità introdotta nel 2003 prevede un surplus di 200 euro per tutte le infrazioni commesse dopo le 20 e prima delle 7 del mattino. Una regola che si trova solo nel nostro Paese.

Guida in stato di ebbrezza. Ubriacarsi e mettersi alla guida è un comportamento criminale previsto dal codice penale di tutti i 4 paesi presi in esame. Anche in questo caso, però, ci sono differenze. Anzitutto, sul parametro utilizzato per misurare lo stato di ebbrezza. In Inghilterra c’è solo una soglia. Superata quella, scatta la multa. Francia e Spagna ne hanno due: la più alta è punita anche penalmente. L’Italia ha tre soglie: solo la prima non è reato.

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I francesi sono i più severi: la soglia minima per essere considerati ubriachi è di 0,2 grammi per litro di sangue, la più bassa dei paesi presi in esame. Chi guida ubriaco rischia fino a due anni di carcere, contro i dodici mesi dell’Italia (ma per incorrere in questa pena bisogna avere un tasso alcolemico di 1,5 g/l, una soglia molto alta) e i sei mesi di Spagna e Inghilterra.

I britannici sono durissimi con chi, ubriaco, provoca un incidente: la pena prevista è 14 anni di carcere. Anche in Italia è previsto il raddoppiamento della pena nel caso di sinistro. Considerando l’ipotesi più severa, la condanna non può comunque superare i due anni di carcere.

 


Pene molto dure anche per chi rifiuta di sottoporsi al test dell’alcool e, anche in questo caso, la mano più pesante è quella dei francesi: fino a 2 anni di carcere. In Italia la multa più salata: fino a 6000 euro.

Paese che vai, divieto che trovi. Ma i codici stradali sono fatti anche di tante regole e accorgimenti di cui è bene tener conto nel momento in cui si espatria. Anche se all’apparenza sembrano piccoli dettagli. I più tartassati sono gli automobilisti inglesi: quando sono al volante non possono mangiare, consultare mappe, inserire cd, cambiare stazione radio, ascoltare musica ad alto volume, discutere con i passeggeri, bere né fumare. Naturalmente, non possono neanche usare il telefono cellulare. Solo che a differenza di spagnoli e francesi, che almeno possono tenerlo acceso, e degli italiani, che invece possono addirittura parlare con l’auricolare o in viva voce, gli inglesi sono tenuti a spegnere il telefono prima di partire.

La Spagna nell’ultima riforma del codice stradale ha incluso il divieto di usare strumenti per rilevare la presenza di autovelox. Se avete un navigatore satellitare, prima di varcare il confine della penisola iberica ricordatevi di disabilitare l’opzione “anti-autovelox” o rischiate multe. È punita anche la classica segnalazione con gli abbaglianti per far sapere agli altri automobilisti che, pochi metri più avanti, c’è autovelox o una pattuglia di polizia. In Italia la legislazione è più elastica: sono proibiti solo quegli apparecchi che interferiscano con i dispositivi autovelox. Tant’è che, sulle strade del nostro paese, la presenza dei rilevatori elettronici è perfino segnalata con cartelli.

Non mancano i lati più divertenti. Il codice stradale inglese non lascia nulla al caso e, in alcuni casi, assume un tono da saggio padre di famiglia. Come quando si raccomanda di essere “comprensivi con gli altri automobilisti che causano rallentamenti: potrebbero non conoscere la zona” o di portare pazienza: “tutti possiamo commettere un errore”. A giudicare dall’articolo 147, anche gli inglesi sono piuttosto irascibili al volante: “Non agitatevi se altri automobilisti commettono errori, questo peggiorerà soltanto la situazione. Calmatevi, rilassatevi” e ancora: “Non guidate troppo vicini alle altre auto per intimidire altri automobilisti”.

Il fumo in macchina. Si parla molto, anche in Italia, di introdurre il divieto di fumo almeno per il conducente. Secondo uno studio della società italiana di Tabaccologia, accendersi una sigaretta è molto più pericoloso che rispondere al telefonino mentre si guida. Per prendere sigarette e accendino ci si distrae 2,9 secondi, per accendere altri 2 secondi. Totale: 4,9 secondi contro i 2,1 secondi necessari per rispondere a una chiamata. Tra i paesi che abbiamo messo a confronto, solo l’Inghilterra prevede il divieto di fumo per chi guida. Non c’è bisogno, però, di solcare il canale della Manica per trovare un altro esempio. Dal luglio 2008 la Repubblica di San Marino prevede una multa fino a 100 euro per chi fuma al volante. Il codice stradale del Titano punisce anche il passeggero che si accenda una sigaretta senza autorizzazione di chi guida.

Uso delle scarpe. Uno dei dubbi più frequenti degli automobilisti italiani è sull’uso delle scarpe: quali si possono indossare? Quali rendono più difficile la frenata dell’auto? In realtà, zoccoli e ciabatte erano bandite fino al 1992. Il nuovo codice stradale ha tolto qualsiasi restrizione all’uso delle calzature. Le automobili di nuova generazione hanno sistemi di frenata molto efficienti: basta una leggera pressione del piede per fermare il proprio veicolo. Il resto è affidato al buon senso. Nonostante la legge lo permetta, mettersi alla guida indossando i tacchi a spillo continua a non essere un’idea brillante.

Tratto da http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/

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