In Italia mancano gli ingegneri delle telecomunicazioni che fanno gli ingegneri sul serio



Premessa: leggete questo articolo, tratto da studenti.it. Al termine farò qualche piccola considerazione:
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A lanciare l’allarme è stato un articolo pubblicato qualche giorno fa sul quotidiano di Confindustria, Il Sole 24Ore: mancano ingegneri delle telecomunicazioni.
Che con una laurea in ingegneria in mano non ci siano troppe difficoltà a trovare lavoro è risaputo, ma la situazione che si sta trovando ad affrontare la Leadcom, azienda che opera nel settore dei servizi di ingegnerizzazione delle reti di telefonia mobile, è paradossale.

Lo racconta Anna Tomasi, coordinatrice delle risorse umane: “E’ da settembre che cerchiamo ingegneri delle telecomunicazioni, ma non riusciamo a trovare nessuno”.

Il profilo ricercato da Leadcom è “senior”, cioè con almeno un paio di anni di esperienza pregressa.

Ma in 4-5 mesi non è stato possibile trovare nessuno. “Ci siamo accorti che in Italia questo tipo di professionalità è quasi inesistente”. L’azienda quindi ha deciso di puntare su risorse giovani, neolaureati da formare “in casa”.

In un mercato del lavoro che soprattutto per i giovani non offre in questo inizio 2011 molte opportunità interessanti (come confermato dai nuovi dati Istat sulla disoccupazione giovanile), la laurea in ingegneria, soprattutto delle telecomunicazioni, rimane un passepartout per trovare lavoro in fretta.
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Video:

Ecco, un articolo che sembra un festival delle banalità. Innanzitutto si parte con la frase “chi è ingegnere trova subito lavoro”. Forse era così qualche tempo fa, oggi non lo è più. A meno che ci si accontenta di stage a 500 euro al mese, o addirittura gratis. Ma parliamo del caso specifico, gli ingegneri delle telecomunicazioni.
Non ditemi che io non ne so niente, ho diversi ex-colleghi che hanno studiato come me ingegneria delle telecomunicazioni e so qual è la realtà del mondo del lavoro, in Italia, per un ingegnere delle telecomunicazioni appena laureato.
Il lavoro c’è, ma non equivale a quello per cui hai passato i migliori anni della tua vita sui libri. Non ti fanno fare l’ingegnere, a meno che invii migliaia di curriculum e passi anni a cercare fra annunci, forse qualche stage c’è.
Ma ripeto: stage sottopagati. Altrimenti l’alternativa è lavorare nel campo dell’informatica, come programmatore. Ovvero fare lo stesso lavoro di quelli che, dopo il diploma delle superiori, hanno fatto un corso d’informatica di qualche mese. A dir poco umiliante.
Dunque il succo del discorso è questo: in Italia mancano ingegneri delle telecomunicazioni che fanno gli ingegneri delle telecomunicazioni. Manca la figura professionale dell’ingegnere delle tlc. Molti fanno altro, per evitare di restare disoccupati. Meglio programmatore con laurea in ingegneria, che ingegnere senza lavoro.
Quindi che le aziende non si lamentassero, e si rimboccassero le maniche per organizzare apprendistati, stage e tutoraggi ‘seri’, cioè specifici per i settori chiavi dell’ingegneria delle telecomunicazioni.

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Un pensiero riguardo “In Italia mancano gli ingegneri delle telecomunicazioni che fanno gli ingegneri sul serio

  • 21 Luglio 2011 in 19:13
    Permalink

    che articoli vergognosi, manco si documentano questi buffoni giornalisti. Sono Ing TLC disoccupato dalla laurea, l’unica cosa che posso fare è l’insegnamento. Ingegneria delle telecomunicazioni è uno dei peggiori indirizzo dell’universo

    Risposta

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