Guida in stato di ebbrezza, giovane si impicca dopo la confisca dell’auto



La premessa è doverosa, in questi casi. Ogni anno sulle strade italiane muoiono in tanti a causa di ubriachi al volante. La linea dura, in questi casi, è doverosa, anche se i controlli non sono numerosi, per cui si preferisce colpire duramente i pochi controllati, piuttosto che elargire più fondi alle forze dell’ordine e fare maggiori controlli, e magari garantire un equo trattamento a chi beve e si mette al volante.
Sta di fatto che chi beve davvero, e supera la cosiddetta ‘terza fascia’ ai controlli dell’etilometro (cioè supera 1,50 g/l di alcool), beh, deve scontare, oltre che la sospensione della patente da 1 a 2 anni, e all’ammenda da 1500 a 6000 euro, oltre all’arresto da 6 mesi ad un anno (pena sospesa e tramutata in denaro da pagare), deve anche sopportare la confisca del veicolo, se di sua proprietà [art. 186 del codice della strada]
Per alcuni è panico totale. E probabilmente deve essersi sentito così il giovane operaio di 24 anni, che si è suicidato dopo una serata a base di alcool, e dopo essere stato fermato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza.

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